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Calciomercato > Serie A > Cosa avra' pensato Hyypia?

Cosa avra' pensato Hyypia?

Consueto appuntamento con l'editoriale del lunedi' sui temi scottanti del campionato


Antonio Conte (Getty Images)
Eleonora Trotta Twitter: @eleonora_trotta

18/02/2013 23:24

CALENDARIO CAMPIONATO / ROMA - Chissà cosa avrà pensato Samy Hyypia nel leggere le reiterate e rinnovate polemiche italiane sul calendario. Lui che con il suo Bayer Leverkusen ha perso giovedì in casa con il Benfica in Europa League per poi vincere meno di 48 ore dopo contro l'Augsburg, nel match della Bundesliga. Cosa invece avrebbero detto/urlato Mazzarri-Conte se avessero avuto a disposizione così poco tempo per preparare una partita di campionato? La polemica si sarebbe infiammata ancor di più oscurando - come spesso accade - le reali difficoltà di alcuni allenatori nel gestire i doppi, ma tanto sognati, impegni. 

Una premessa è però d'obbligo: nei giorni scorsi avevamo già trattato il tema scottante dei vari anticipi-posticipi evidenziando come il Milan fosse la squadra più agevolata dalla spezzatino: avendo giocato venerdì contro il Parma, Allegri ha infatti cinque giorni pieni per preparare la super-sfida con il Barcellona in programma mercoledì. 

Ore che non ha avuto Conte, ancora furioso per la sconfitta con la Roma, arrivata, per il tecnico bianconero, anche per la mancanza di riposo dopo il trionfo di Glasgow applaudito da tutta Europa. Stessa linea per il tecnico della formazione partenopea che da sempre e da dna si è lamentato dei troppi appuntamenti settimanali che non gli permettevano di preparare al meglio l'undice ideale. Segnalazioni giuste che, come detto, condividiamo ma allo stesso tempo chi aspira a grandi traguardi dovrebbe riuscire a gestire meglio il turnover: all'Olimpico sabato sera e ieri al San Paolo sono andate infatti in scena squadre a pezzi, molli, senza idee e grinta. Mentre, infatti, i vari Vidal, Matri e Inler, boccheggiavano e camminavo, in panchina avrebbero meritato maggiore considerazione gente come Giaccherini, Quagliarella per i bianconeri (mai entrati, per l'attacco il tecnico ex Atalanta e Siena ha preferito ripuntare su Anelka) e Dzemaili per i partenopei. Il limite evidenziato dal vincitore della Panchina d'oro è apparso così proprio la gestione delle forze dei suoi giocatori e della sua panchina. Un gap che contraddistingue già il super-lodevole curriculum di Mazzarri, che ha spesso e volentieri snobbato la seconda competizione europea schierando addirittura nella debacle di giovedì sera un ex giocatore come Donadel, per i pagellisti più generosi accorsi allo stadio un vero zombie in campo.

Ecco perché i duellanti per lo scudetto dovrebbero ogni tanto mettere da parte queste polemiche, ispirandosi magari alla linea di due colleghi come Stramaccioni e Petkovic: entrambi hanno sempre onorato la competizione europea, senza puntare il dito sulle difficoltà del doppio impegno. Tutti e quattro, però, hanno pagato a duro prezzo le uscite internazionali con pesanti ed imbarazzanti ko in campionato mentre all'estero l'assenza di polemiche ha pagato sul campo, non solo per il Leverkusen.

 




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