• Atalanta
  • Bologna
  • Cagliari
  • Chievo
  • Crotone
  • Empoli
  • Fiorentina
  • Genoa
  • Inter
  • Juventus
  • Lazio
  • Milan
  • Napoli
  • Palermo
  • Pescara
  • Roma
  • Sampdoria
  • Sassuolo
  • Torino
  • Udinese
  • Champions league
  • Coppa Italia
  • Europa league
  • Italia
  • Lega PRO
  • Serie A
  • Serie B

Calciomercato > Milan > Calciomercato Milan, due attaccanti di troppo: ecco chi se ne andra'

Calciomercato Milan, due attaccanti di troppo: ecco chi se ne andra'

Pazzini, Robinho e Bojan gli scontenti prima e dopo l'arrivo di Balotelli


Pazzini (Getty Images)
Nicola Ghignoli

15/02/2013 09:30

MERCATO MILAN ATTACCANTI DI TROPPO / MILANO - Il 'Corriere dello Sport' fa il punto sulla situazione del reparto attaccanti del Milan. L'arrivo di Balotelli ha aggiunto Pazzini alla lista degli scontenti che già contava Robinho e Bojan. Tutti e tre partiti alla pari con chiunque in rosa, sono stati superati prima in maniera legittima da El Shaarawy, poi dal diciottenne Niang, e c'è da scommettere che non l'abbiano presa bene. Due di loro almeno se ne andranno (o sperano di farlo) a giugno dopo la fine del campionato. Quasi certamente Bojan, il cui riscatto costa 12 milioni. Lo spagnolo ha già ricordato nei giorni scorsi ad una radio catalana di non voler più accettare soluzioni di prestito ed è presumibile che possa fare il suo ritorno alla base. Robinho è sotto contratto fino al 2014, e la prossima estate discuterà con la società il da farsi: se un improbabile rinnovo (nonostante Raiola) o un liberatorio ritorno in Brasile, dove il Santos (e non solo) lo vuole da una vita. Di difficile interpretazione è la situazione di Pazzini. L'italiano ha già dimostrato di poter avere mercato (vedi Juve), e data la promessa di Galliani che sarebbe stato lui il titolarissimo davanti (fatta non a settembre ma una settimana prima dell'arrivo di Super Mario), dovrebbe essere il più scontento di tutti. Vedremo se le partite che giocherà in Champions saranno o meno determinanti per ricomporre il rapporto con la società. Per ora, nessuna dichiarazione e tanto lavoro. L'esempio di Floccari fa scuola.




Commenta con Facebook