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Calciomercato > Roma > Sampdoria-Roma, Baldini: "Tecnico forse definitivo". Andreazzoli: "Ritroviamo l'

Sampdoria-Roma, Baldini: "Tecnico forse definitivo". Andreazzoli: "Ritroviamo l'ambizione"

La conferenza stampa della vigilia contro i blucerchiati inaugura il corso targato Andreazzoli


Franco Baldini (Getty Images)
Matteo Torre (Twitter: @torrelocchetta)

09/02/2013 13:47

SAMPDORIA ROMA BALDINI ZEMAN ANDREAZZOLI / TRIGORIA - La Roma andrà in trasferta contro la Sampdoria nella prossima gara di campionato, ma la conferenza stampa odierna ha valenza anche in ottica di cambio di panchina, dove Andreazzoli ha sostituito Zeman. Queste le parole d'apertura del D.g. Franco Baldini: "Sono qui per introdurre Andreazzoli, ma anche per ringraziare Zeman per il lavoro che ci ha dedicato in questi mesi. Quando le cose non vanno come sperate, le responsabilità non vanno mai ascritte a un singolo. Abbiamo scelto di cambiare per sperare di darci una dignità diversa di qui alla fine del campionato, per terminarlo nel migliore dei modi e gettare le base per le prossime stagioni. Abbiamo proposto ad Andreazzoli un quinquennale l'anno scorso, perché pensavamo che potesse allenare la Roma e conservarne la memoria, essendo qui da otto anni: gode di stima e rispetto da parte dell'intero ambiente. Siamo certi che non rappresenti solo una soluzione temporanea, contiamo che possa diventare definitiva".

IMPATTO IMMEDIATO - Esordisce Andreazzoli: "Mi è stata affidata una grande cosa, e non ho avuto molto tempo per dare spazio all'emozione, perché la scelta decisiva è stata nel gruppo di lavoro che è con me: abbiamo stabilito delle linee guida, abbiamo fatto un cumulo di lavoro enorme che ancora non si vede, ma è lì. Sappiamo dove vogliamo arrivare, cosa dobbiamo fare e come farlo, e non avrei potuto fare un lavoro del genere da solo. Con l'aiuto dello staff tutto ha funzionato in questi giorni: abbiamo posto le basi per fruire di questo lavoro a breve. Non chiedo tempo perché non ce n'è: tutto è rivolto alla gara di domani".

"ROMA, RIALZATI" - "Preferirei non parlare della classifica. Abbiamo molti obiettivi primari, cercando di stringerli il più possibile e dando la priorità a ciò che ci darà maggior risultato. La squadra ha bisogno di rigenerarsi, di ritrovare fiducia e di riscoprire sentimenti sopiti nel tempo: in questi otto anni ho visto decollare e precipitare la Roma, e conosco i motivi per cui non ci hanno fatto arrivare in alto, ma ci hanno fatto cadere di nuovo. Non abbiamo una voglia di vincere meramente da slogan: posso lanciare quanti slogan voglia, ma non otterrei un bel niente. Devo ricreare un humus generale che ci riporti all'ambizione".

TIFOSI E... INNAMORATI - "Se noi addetti ai lavori non riusciamo a soffrire per una sconfitta al pari dei tifosi, non potremo mai arrivare a dama. La forza esterna per noi è fondamentale. Ho la fortuna di lavorare con la Roma, in una squadra di ragazzi seri: mi devo trattenere dall'abbracciarli, vorrei trasmettergli tutta l'energia. E' necessario che ci rendiamo conto che i principali protagonisti sono i calciatori, che vanno amati e non osteggiati, oppure offesi. Loro devono darci la risposta, e noi gliela faremo dare: chi ci seguirà potrà giudicare se e come saremo capaci di lavorare. Pur mantenendo ognuno la propria opinione, siamo tutti innamorati di questa squadra".

ZEMAN - "Non sento la sua eredità. Sfrutterò l'enorme patrimonio che ci ha lasciato. Voi vi sentite l'anti-Zeman, lo dice anche il pubblico di Roma: io non sono l'anti-Zeman".

DE ROSSI E TOTTI - "Il popolo romano ha assegnato un ruolo a De Rossi, così come la società. E' una guida, giocherà ogni partita che meriterà di giocare: anche Stekelenburg verrà schierato quando se lo guadagnerà. Nello spogliatoio, per romanità, Totti e De Rossi sono le mie icone: devono rispettare le regole più degli altri, dare sempre l'esempio e muovere il sedere prima di tutti. Voglio innalzarli perché la gente ha bisogno di questo: io li metto lassù, ma non hanno privilegi comportamentali".




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