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Calciomercato > Serie A > Juventus-Fiorentina: cronistoria di una guerra fredda

Juventus-Fiorentina: cronistoria di una guerra fredda

Sin dall'affare Berbatov i rapporti tra le due societa' si sono guastati rispetto a prima


Andrea Agnelli al 'Franchi' di Firenze (Getty Images)
Matteo Torre (Twitter: @torrelocchetta)

09/02/2013 00:56

JUVENTUS FIORENTINA GUERRA FREDDA BERBATOV / ROMA - Non che si siano mai amate, chiaro. Juventus e Fiorentina, però, negli ultimi anni avevano trovato quasi un tacito accordo, seppellendo l'ascia di guerra dopo qualche decennio di accuse e partite al cardiopalma. Ma lo scorso 29 agosto l'affare Berbatov ha sancito nuovamente la guerra fredda tra le due società. In breve: la Fiorentina sembrava certa di aver preso il centravanti bulgaro, che però non arrivò mai a Firenze, forse perché convinto dalla dirigenza della Juventus a volare a Torino. Non si recò neanche qui, e tornò a Londra per firmare col Fulham, ma il danno ormai era fatto: i viola accusarono i bianconeri di "intromissione vergognosa e dilettantesca" nella persona di Andrea Della Valle, il 31 agosto 2012.

Nei giorni successivi si parla di clausole anti-Juventus nel contratto di Jovetic; il 19 ottobre la situazione non è ancora migliorata, con Della Valle che torna a dichiarare: "Negli ultimi anni c'erano stati passi avanti nel rapporto con la Juve, ma non per colpa nostra si è incrinato". Nel mezzo il battibecco a distanza tra Marotta e lo stesso Della Valle, con l'A.d. che giura: "Avevamo contattato il calciatore, sapendo che era sul mercato. Lui ci disse che non sarebbe andato mai alla Fiorentina, che aveva semmai l'intenzione di seguire il suo ex allenatore (Jol, ndr) al Fulham. Così ci siamo ritirati. In questo modo avevamo coperto la Fiorentina, le abbiamo evitato una figuraccia. Però loro ci hanno attaccato lo stesso: siamo rimasti stupiti del loro comportamento. Credo che abbiano attaccato la Juve per coprire una loro lacuna". La risposta del 28 ottobre è lapidaria: "Marotta ha detto ancora una fesseria".

Due giorni prima, però, tocca ad Agnelli: "L'ultima volta in discoteca ci sono andato per festeggiare lo Scudetto, auguro a Della Valle di andarci presto". Pronta la replica: "Anche io andrò in discoteca a festeggiare uno Scudetto: quello di 30 anni fa, del 1982, che per gli almanacchi non abbiamo vinto ma ci sentiamo cucito sul petto". I primi segnali di disgelo arrivano a ridosso di Natale, quando forse anche Della Valle si sente più buono: "La vicenda estiva è ormai lontana. La famiglia Agnelli è una famiglia di tutto rispetto, non sta a me dirlo, ma in questo momento non ci sono rapporti calcistici. Avremo modo di parlarne quest'estate".

Tutto finito? Macché: nuovo putiferio oggi per il video della Juventus alla vigilia della gara interna contro la Fiorentina. E Conte ci mette il carico da undici, parlando di "rivalità provinciale". Ancora una volta, Della Valle si erge a portabandiera viola: "Commentate voi lo stile Agnelli, noi lo faremo domani sera". Due società sempre più lontane, nonostante una volta i rapporti fossero timidamente migliori. Non che si siano mai amate, chiaro.




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