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Calciomercato > Resto del mondo > Asia, Lippi: "In Cina si sorride: il calcio e' una festa"

Asia, Lippi: "In Cina si sorride: il calcio e' una festa"

"Niente razzismo e massimo rispetto per gli avversari. Anelka alla Juve? Al francese servono solo stimoli"


Lippi (Getty Images)
Stefano Carnevali

29/01/2013 12:08

LIPPI CINA JUVENTUS / PECHINO (Cina) - L'esperienza cinese di Lippi prosegue positiva e gratificante. E l'ex Ct della Nazionale non nasconde la propria soddisfazione, sulla 'Gazzetta'. Sta scoprendo un nuovo Paese, una nuova cultura: "Qui è davvero un altro mondo - dice Lippi -. Nel calcio ma anche fuori. La Nazionale viene prima anche dei grandi club e non si fa scrupoli nel convocare 'in blocco' i giocatori delle principali società. Il bello è soprattutto il clima con cui si vive il calcio: c'è il massimo rispetto per tutti, anche per l'avversario. Qui domina la sportività: il calcio è una festa per le famiglie. Nessuno spazio per il razzismo". "I cinesi sono meno immediati degli italiani, usano tanti giri di parole - prosegue Lippi -, ma non è per forza una cosa negativa. Vive e lavora dall'altra parte del mondo. Ma, quando parla, Lippi non può mai sottrarsi a un parere sulla 'sua' Juventus. Ecco perché l'ex Ct della Nazionale dice la sua sul mercato bianconero. A cominciare da Anelka: "Non posso giudicare: alla Juve sanno bene di cosa possono avere bisogno. Anelka ha grande classe. Forse gli servono solo un po' di stimoli. La Juve chiede tanto ai propri attaccanti. Ecco perché spesso non sono molto lucidi ed ecco perché i bianconeri sono sempre in cerca di punte". Promosso Pogba: "E' una forza della natura e un predestinato. Per le sue qualità, lo vedo meglio da mezz'ala". Sulla situazione del suo Evergrande: "Ho due giovani di sicuro avvenire, due difensori: il coreano Kim è pronto per un grande club, mentre Linpeng - il nostro Ramos - deve solo migliorare un po' coi piedi. Mercato? Non abbiamo cercato i colpi da 50 milioni, ma giocatori che vengono subito dopo: giovani promesse da 5 milioni. Come il brasilano Elkeson". 




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