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Napoli-Sky e il silenzio stampa 'selettivo': le ragioni di una polemica clamorosa

Continua lo scontro frontale fra la società e la tv sportiva, con recriminazioni reciproche

PUNTO CM.IT NAPOLI SKY TENZIONE E SILENZIO STAMPA / NAPOLI - 'Ladies and gentlemen', chiudetevi in casa e preparatevi alla 'guerra'. Guerra mediatica, per fortuna, qui le bombe sono solo quelle di mercato e gli scontri a fuoco sono solo dialettici. Ma è guerra, senza esclusione di colpi. Dopo il silenzio stampa 'ad personam' da parte del Napoli, Sky ha accusato il colpo ed ha contrattaccato con ferocia. Inevitabile che se ne parlasse ieri sera, ma la risposta vera è arrivata in mattinata: ogni mezz'ora il canale sportivo trasmette un comunicato dove parla di "inadempienza contrattuale" e di "mancanza di rispetto" da parte di De Laurentiis. Una polemica che ha un presente, un passato e probabilmente anche un succoso futuro. Vediamola nel dettaglio. 

DE LA TOCCA PIANO - Il 'fattaccio' al termine della partita con l'Inter, quando Ugolini in diretta annuncia che il Napoli non parlerà con Sky per decisione del presidente. L'ante-fattaccio c'era stato domenica scorsa: Benìtez furibondo con i suoi giocatori per la sconfitta di Torino parla a mezze frasi, incalzato dalla D'Amico e da Boban che cercano di buttarla sui torti arbitrali. Don Rafa va via dopo aver detto praticamente nulla e Massimo Mauro ci va giù pesante dandogli del "disonesto", poi l'Ilariona nazionale rincara pure la dose. Sono proprio questi commenti ad aver provocato il risentimento del club partenopeo, peraltro avallato anche da gran parte della tifoseria, già offesa con la Rai per la telecronaca di Coppa Italia (sui social è tangibile l'appoggio alla battaglia presidenziale, una cosa che a Napoli è tutt'altro che scontata). 

LA RAGION DI SKY - Ieri sera i giornalisti in studio continuavano a prendersela con Benìtez quando in realtà la decisione era partita dal presidente. Ecco, nello specifico i vertici Sky hanno le loro buone ragioni ad essere furibondi con De Laurentiis. La lite ci può stare, ma da qui ad arrivare a 'punire' un'intera azienda a vantaggio della concorrenza ce ne passa.
Il Napoli ha preso una posizione forte, forse troppo, ed è effettivamente venuto meno a degli obblighi contrattuali. Una scelta che avrà delle conseguenze, probabilmente già messe in conto da DeLa. Perché in realtà la posta in palio va ben oltre il semplice screzio tra un giornalista e un allenatore: in ballo ci sono il rispetto delle persone da una parte e la libertà di stampa dall'altra. Uno scontro duro e netto, proprio nel momento in cui le tv dimostrano più potere, arrivando addirittura a decidere di 'rinviare' il fallimento di una squadra di A. Pane per i denti di Aurelio De Laurentiis, un Don Chisciotte sui generis che i mulini a vento è abituato a combatterli con le bombe atomiche. 

 

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