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Serie A, Trapattoni: "Goetze perfetto per la Juventus. Milan, basta pensare all'attacco"

Il Trap sull'Inter: "Bene che Mancini abbia trovato un presidente che vuole spendere"

CALCIOMERCATO JUVENTUS TRAPATTONI GOETZE / ROMA - La Juventus cambia volto, Milan ed Inter sono più agguerrite che mai. Le romane ed il Napoli partono da un'ossatura già collaudata. Le ultime news Serie A dicono che quello dell'anno prossimo sarà un campionato molto equilibrato, grazie ad un calciomercato che si sta rivelando scoppiettante come non mai negli ultimi anni. Sulle colonne della 'Gazzetta dello Sport', ne ha parlato oggi Giovanni Trapattoni. "Un tempo era più difficile fare rivoluzioni, non c'era l'adattabilità tattica del calcio globalizzato. Cambiare per restare competitivi è l'obiettivo della Juventus. 'I giocatori passano, la Juve resta', filosofia che nella famiglia Agnelli si è tramandata dai nonni ai nipoti - le parole dell'ex ct dell'Italia - Allegri non è stupido, sa come fare, deve stare attento agli equilibri tra reparti e ai rapporti personali: oggi dietro ai giocatori ci sono spesso gli agenti. Ha fatto esperienza e ora ha dimensione internazionale. Qualche merito l'avrò pure io se lui, Conte, Pioli, tutti miei ex giocatori, sono diventati bravi tecnici…".

GOETZE - "Lo prenderei, perché fa tutto: il 10 e l'attaccante esterno abituato a tagliare e andare in gol. Ma ricordiamo che non c'è campionato tatticamente difficile come quello italiano. Noi siamo strateghi per storia e mentalità".

SCUDETTO - "Inter e Milan stanno ricostruendo, Lazio, Roma e Napoli sono già forti, ma la Juve è in vantaggio, anche per l'ambiente: non ci sono le polemiche romane o di altre parti, tutto resta confinato e protetto nella cintura piemontese"

MILAN - "Nel Milan ha sempre prevalso la filosofia berlusconiana dello spettacolo: forse è il momento di cambiare un po'. Certe difese se le può permettere soltanto il Barça: meglio pensare ogni tanto più al risultato, anche giocando meno bene. Mihajlovic ha carattere, esperienza e personalità e non mi sembra insensibile a questi concetti. Non che Inzaghi non ne avesse, ma ha subito una situazione psicologica particolare. E non è sempre facile allenare i tuoi ex compagni".

IBRAHIMOVIC - "Non temo minestre riscaldate o trentenni: ricordate Boninsegna nella mia Juve? Ibra è un fuoriclasse con tempi, testa, personalità, un carattere particolare, ma spetta all'allenatore lavorarci come ho fatto io con tanti, tipo Edmundo. Un difensore serve ma, se ti costa mezzo Milan, tipo Romagnoli, allora meglio di no. Meglio un parametro zero o una soluzione interna".

INTER - "Bene che Mancini abbia trovato un presidente che vuole spendere, anche se pare gli abbia chiesto risultati immediati. Per Kondogbia il problema è stato anche uscire troppo allo scoperto: alla Juve, ma anche all'Inter di Pellegrini, non facevamo uscire nomi sui giornali, così abbiamo preso Brehme. Altrimenti la pressione del pubblico ti obbliga a spendere".

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