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Serie A, Trapattoni: "Milan, niente vino buono dalle rape. Mancini? Non è fesso"

Il decano degli allenatori italiani parla delle due milanesi e non solo

SERIE A INTERVISTA TRAPATTONI A TUTTOSPORT / TORINO - L'edizione odierna di 'Tuttosport' propone una lunga intervista al decano degli allenatori italiani Giovanni Trapattoni, che commenta le ultime news Serie A con un accenno anche al calciomercato. Ve ne riportiamo alcuni estratti:

IL MILAN - "La crisi è colpa della riconoscenza. Il Milan ha faticato a ripartire dopo i successi del 2007, così come l’Inter dopo il triplete del 2010. Bisogna avere il coraggio di fare scelte impopolari per il bene del club senza restare legati per forza al passato. E' difficile mandare via chi ti ha fatto vincere. Berlusconi vende il club? Il mondo del calcio ormai si sta globalizzando, ne fanno da padroni sceicchi o petrolieri russi. Per le italiane era solo questione di tempo. Sono favorevole a certi investimenti, purché resti sempre aperto il dialogo tra società, staff e calciatori. In Italia abbiamo bisogno di soldi e ben vengano questi capitali".

INZAGHI - "Ha avuto delle difficoltà a superare certi ostacoli. Al Milan è dura imporsi perché oltre a vincere ti chiedono anche lo spettacolo. Ha fatto delle scelte legate alla quantità e per i tifosi è dura da accettare perché sono abituati agli olandesi o a gente come Kakà. Io lo confermerei, bisogna dargli fiducia ma non si può tirar fuori del vino buono dalle rape".

INTER - "A volte si pensa di poter cambiare le cose con un click. Mancini si è scontrato con un calcio duro, perfezionista. Ora deve ritrovare le coordinate giuste, ma non è un fesso. Ha un progetto sul calciomercato ma bisogna vedere se si sposerà con quello della società. Si possono raggiungere gli obiettivi anche senza gli acquisti ipotizzati all'inizio".

SERIE A - "Milan e Inter non possono valere meno delle due romane e del Napoli. La Juve oggi è più forte ma bastano 2 anni per ricreare un gruppo vincenti a Milano".

DERBY - "Sarà una partita scorbutica, chi vincerà salverà la stagione. Non sarà una partita spettacolare, si vivrà a strappi. Guarin è una perdita pesante, Kovacic ha qualità ma lo frena lo aspetto psicologico. Icardi mi ricorda Rizzitelli, Menez lo stimo moltissimo. Vincerà chi avrà meno paura di perdere".

 

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