Alessandro Sugoni su cambio allenatori e futuro Ranieri
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Alessandro Sugoni
EDITORIALE SUGONI / MILANO - L'arte di cambiare allenatore. In serie A quest'anno è già successo 13 volte ed è andata quasi sempre bene. Nel senso di meglio. Togliendo i due allenatori esonerati già prima del via (Donadoni dal Cagliari e Pioli dal Palermo) il confronto e la media punti premiano i nuovi. L'unica eccezione proprio a Cagliari: Ficcadenti nelle sue 11 giornate aveva ottenuto una media di 1,3 punti a partita, Ballardini è sceso a 1,29. Insomma, questione di centesimi. Poca roba e Cagliari comunque in zone tranquille di classifica.
Per il resto è stato quasi un trionfo. Come quello di Pioli: emblema di questa giravolta delle panchine. Dopo la delusione Palermo, infatti si sta prendendo una rivincita personale. Il Bologna con Bisoli era partito malissimo. Un punto in 5 partite e squadra che sembrava destinata ad una stagione di grandi sofferenze. Con Pioli il passo è stato così costante - e positivo - da aver portato la squadra oggi a più 7 sulla zona retrocessione con una partita in meno. La sua media: 1,5 punti a partita. La stessa di Donadoni a Parma. Squadra che con Colomba (media di 1,12 punti a gara) era entrata in un vortice negativo che aveva portato la squadra ai margini della zona retrocessione. Di colpo la tendenza è stata invertita. Invertire la tendenza è proprio quello che si chiede ad un nuovo allenatore: impresa per ora ancora non riuscita completamente a Delio Rossi, voluto fortemente dai Della Valle - ma anche dai tifosi viola. Eppure la sua Fiorentina fa poco meglio di quella di Mihajlovic (1,23 contro 1,2 punti).
Un applauso lo meritano Cosmi, che ha rimesso il Lecce in corsa per una salvezza apparentemente impossibile fino a poco fa (media punti salita da 0,62 con Di Francesco a 1,18), Mutti, grazie ai suoi 1,56 punti a giornata definito da Zamparini il suo Mourinho (bene comunque anche l'esordiente Mangia che si era fermato a 1,33 e sempre dal presidente era stato etichettato come il suo Wenger) e Mondonico: quattro partite, una storica vittoria a 'San Siro' contro l'Inter e 1,23 punti a settimana, contro gli 0,6 di Tesser, che comunque a Novara resterà indimenticabile per il doppio grande salto verso la serie A. Bene pure Marino al Genoa nonostante le difficoltà delle ultime giornate (1,31 a partita contro gli 1,13 di Malesani) e meglio del suo predecessore Giampaolo pure Arrigoni a Cesena: 0.93 a partita contro 0,33. media che però non gli è bastata a salvare la panchina. Ora toccherà a Beretta alzarla ancora e provare a salvare i romagnoli. La chiusura è per Claudio Ranieri e l'Inter: magari stavolta non sarà riuscito ad aggiustare tutto, ma aveva preso la squadra in fondo alla classifica e l'ha portata comunque in zona Europa. La media di 0,33 punti che c'era con Gasperini, è stata alzata fino a 1,67. Molto migliorata. Eppure numeri possono dire tanto, non tutto. All'Inter - per esempio - sperano che quella media possa tornare com'era fino a 40 giorni fa. Insomma, cambiare allenatore alle squadre della serie A fin qui ha fatto quasi sempre bene. Ma non è detta che si anche sufficiente per raggiungere i rispettivi obiettivi.
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