Campione ai raggi X: Miccoli, in rosanero nessuno come lui
Con 64 gol 'Il Romario del Salento' diventa il miglior marcatore della storia del Palermo...
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Andrea Corti
CAMPIONE RAGGI X MICCOLI / ROMA - Senza dubbio alcuno è uno dei giocatori più estrosi e spettacolari del calcio italiano. Nonostante una carriera durante la quale non è riuscito per un motivo o per l’altro a esprimere il suo enorme potenziale, Fabrizio Miccoli è riuscito a togliersi più di una soddisfazione: rimanendo nella più stretta attualità, con la fantastica tripletta di ieri sera sul prato innevato di 'San Siro' l’attaccante salentino è diventato il giocatore ad aver realizzato più gol con la maglia del Palermo. Il record di Carlo Radice (62 reti) è stato eguagliato e superato, ed ora Miccoli è a quota 64 gol: ottenere un primato del genere e per di più con una tripletta a 'San Siro' è roba da grandi giocatori, e il numero 10 rosanero fa parte di questa nobile categoria.
A MILANELLO - Nato a Nardò, in provincia di Lecce, il 27 giugno 1979, Miccoli cresce nel San Donato, dove dimostra in campo classe e precocità che gli valgono l’attenzione di alcuni grandi club, tra cui il Milan che lo convince a trasferirsi in Lombardia ad appena 12 anni. Il giovane attaccante non riesce ad ambientarsi a Milanello, e nonostante i grandi risultati sul terreno di gioco decide dopo due anni di far ritorno in Puglia. Il sogno di giocare nel Lecce, la sua squadra del cuore, sin da subito si dimostra una chimera, e Miccoli deve in un certo senso accontentarsi del Casarano, il cui DS a quei tempi rispondeva al nome di Pantaleo Corvino.
L’ESPLOSIONE - 'Il Romario del Salento', come lo ribattezzano i suoi ammiratori, in Puglia esordisce con personalità in C1, e presto si scatena una piccola asta su di lui, vinta dalla Ternana. In Umbria Miccoli diventa nel giro di poco tempo la rivelazione della serie B, e nel 2002 Luciano Moggi decide di puntare su di lui facendolo acquistare dalla Juventus. Prima di approdare a Torino l’attaccante viene mandato in prestito a Perugia, dove esordisce in Serie A agli ordini di Serse Cosmi.
ALLA JUVE - La buona stagione al 'Renato Curi' gli vale un posto nella rosa juventina, ma a Torino le cose non vanno come ci si attendeva: la sua grande personalità e il non voler mai scendere a compromessi minano il suo rapporto con la dirigenza bianconera (composta all’epoca dalla cosiddetta 'Triade' Moggi-Giraudo-Bettega), e così, nonostante il buon rendimento sul campo, Miccoli si trasferisce in comproprietà alla Fiorentina.
FIRENZE E LISBONA - A Firenze l’attaccante conferma tutto il suo talento, ma nonostante una stagione più che buona in cui risulta decisivo per la salvezza dei viola e la presenza di Corvino non viene riscattato dal club dei Della Valle. Fa così ritorno a Torino, dove resta solo il tempo di trovare un accordo con il Benfica, squadra alla quale viene ceduto in prestito. Nonostante molti guai fisici anche in Portogallo l’attaccante dimostra le sue qualità, sia in campionato che in Champions League.
L’AZZURRO NEGATO - Nonostante il buon rendimento non riesce però a conquistarsi le attenzioni dei grandi club italiani ed europei e soprattutto quella del CT Marcello Lippi, che non lo convoca mai in Nazionale. In tal modo le uniche apparizioni di Miccoli in Azzurro sono quelle tra il 2003 e il 2004, sotto la guida di Giovanni Trapattoni.
DESTINAZIONE PALERMO - Nel 2007 arriva il momento del ritorno in Italia: ad acquistarlo a titolo definitivo dalla Juventus è il Palermo, club con cui inizia un percorso professionale che lo porterà a diventare il giocatore più rappresentativo di una squadra per decenni costretta a militare nelle serie inferiori e che con la presidenza di Zamparini è riuscita a diventare una delle forze nuove del calcio italiano. Con 8 reti nella prima stagione, 14 nella seconda e 19 nella terza Miccoli si impone come uno dei giocatori più forti del campionato, ma proprio sul più bello un infortunio al ginocchio lo blocca per parecchi mesi. Chi temeva un suo declino viene però rassicurato già nella seconda parte del campionato scorso, che l’attaccante conclude con 9 reti all’attivo. Quest’anno, con Mangia prima e Mutti poi in panchina, Miccoli è sempre più un punto di riferimento dei rosanero, che dopo l’addio di Pastore sono sempre più dipendenti dalle giocate del loro piccolo fuoriclasse.
LEADER - Nonostante le molte voci che lo vogliono in procinto di lasciare al Palermo (per indossare finalmente la maglia del 'suo' Lecce), in Sicilia Miccoli si è imposto come calciatore e come leader di una squadra ambiziosa, della quale (anche grazie alla tripletta di ieri sera) è sempre più, con grande orgoglio suo e della tifoseria, il simbolo. Quando il suo numero 10 'maradoneggia' il 'Barbera' si infiamma, e la love story tra Miccoli e il Palermo sembra ancora lontana dalla fine.
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