Nazionale, confronto Lippi-Prandelli
Sul 'Corriere dello Sport' faccia a faccia tra gli ultimi due Ct azzurri
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NAZIONALE, ITLAIA, FACCIA A FACCIA LIPPI, PRANDELLI / MILANO - Il 'Corriere dello Sport' ha fatto incontrare Marcello Lippi e Cesare Prandelli, per un lungo faccia a faccia, in cui hanno ripercorso le proprie carriere, fatto bilanci e gettato un occhio al futuro. Dopo il ricordo dei giorni passati assieme all'Atalanta (Lippi come allenatore della prima squadra, Prandelli come tecnico della primavera), i due si sono soffermati sulle principali innovazioni apportate al calcio degli anni '90 ("Sacchi innovò le metodologie di lavoro, Lippi il modo di stare in campo e di applicare pressinge e fuorigioco"). Una battuta su Zeman ("Bel gioco, ma poco equilibrio e poche vittorie), poi i due selzionatori si concentrano sulle squadre più 'belle' degli ultimi anni ("L'Udinese tra Zaccheroni, Spalletti e Giudolin. La Fiorentina di Prandelli, la Roma di Spalletti, il Chievo di Del Neri, il Milan di Ancelotti).
Prandelli viene poi sollecitato sulla gestione di campioni 'diffiicili', come Morfeo, Adriano, Mutu, Cassano e Balotelli. E il Ct spiega che "Si tratta di responsabilizzarli e di renderli rispettosi nei confronti del gruppo". I due allenatori si soffermano anche sulle figure di Totti e Del Piero: "Rappresentano il concetto di bandiera, sempre più raro in questo calcio globalizzato. Sono punti di riferimento, non solo tecnici". Secondo entrambi i Ct, però, il calciatore simbolo degli ultimi 20 anni è Paolo Maldini.
Il discorso poi si incentra sulla Nazionale: "Quella di Lippi è vista come più forte, perché ha vinto il Mondiale. Se Prandelli dovesse trionfare all'Europeo, i discorsi sarebbero diversi". Le selezioni del momento, secondo il Lippi-Prandelli pensiero, sono Germania, Spagna e Olanda. Mentre la rivelazione dell'Europeo potrebbe essere la Croazia.
Sullo Scudetto: Lippi, come Prandelli, vede una sfida "50 e 50" tra Juve e Milan. Le sorprese della Serie A, invece, sono Napoli e Atalanta. In chiusura Lippi svela la 'sua' verità sul tracollo di Sudafrica 2010: "Non siamo partiti per vincere e avevamo giocatori chiave con problemi fisici. Cercai anche di richiamare Nesta, ma ottenni un rifiuto".
S. Ca.
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